MIGRANTI II

Migrazione Italiana e canto popolare
dall’800 ai giorni nostri

L’attualità dei grandi flussi migratori dai Paesi in via di sviluppo verso l’Italia e l’Europa risveglia, nella nostra memoria di “migranti”, il desiderio di saperne di più sulla nostra migrazione italiana del XIX e XX secolo, sui suoi percorsi e sulle sue cause: di conoscere, cioè, la nostra storia.

Così dunque, a pochi anni dall’Unità d’Italia (1861)miseria, lotte sociali, pressione fiscale (tassa su macinato 1869) svuotano interi paesi del Friuli e spingono famiglie di contadini verso “LA MERICA” (Argentina, lettere 1877 – 1880).
Nei porti di Napoli, Palermo e Genova, dal 1892, vapori e piroscafi caricano nelle stive centinaia di uomini, donne,vecchi, bambini di ogni regione d’Italia e, traversato l’oceano, li scaricano a ELLIS ISLAND, l’isola degli immigrati,

sotto la statua della Libertà, di fronte a NEW YORK CITI.(Canzone napoletana = Bertold Brecht)

Ma in ITALIA, c’è anche la MIGRAZIONE TEMPORANEA  che va in Francia, AUSTRIA e GERMANIA per i lavori stagionali e LA MIGRAZIONE INTERNA DEI MESTIERI,che vede braccianti, pastori, mondine, muratori, spazzacamini spostarsi da un paese all’altro cantando canzoni di lavoro, giocose o di protesta.

C’è, poi, la migrazione verso le colonie : LIBIA (1911) e dell’ IMPERO,
in AFRICA (Etiopia 1936) e ancora, quasi coatta, in GERMANIA (RE 1938 – Napoli 1941)
Alla fine della 2° guerra mondiale la CONFERENZA DI YALTA  (1945) causa la drammatica migrazione dall’ISTRIA, passata alla JUGOSLAVIA, verso le ostili città italiane del “continente”.

Ostilità e pregiudizi accologono la migrazione italiana verso la SVIZZERA (ENRICA ORANCI 1950-RE) e anche la migrazione meridionale interna verso il triangolo industriale del NORD MILANO – TORINO – GENOVA ( to 1960 “Non si accettano cani e meridionali”)

E ancora oggi.  A.D.2005, la migrazione italiana non è cessata.

Infatti, mentre un milione di “NUOVI ITALIANI” provenienti dall’Europa dell’est, dall’Asia, dall’Africa ripopolando i nostri campi, fabbriche, altiforni (Livia Turco) gli ANTICHI ITALIANI continuano a migrare sul Treno-Rap” Lecce-Schaffausen”dal SUD SOUND SYSTEM .

“Ehi, dove vai? Su quel treno non sei stato MAI! MAI! MAI!”